In Italia, si sta aspettando l’intervento di apposite politiche governative per l’applicazione di programmi in grado di incentivare l’utilizzo dell’auto elettrica, in modo che la vettura possa approvvigionarsi usufruendo di una rete ben distribuita su tutto il territorio nazionale.

In effetti, l’auto elettrica, in Italia, è ancora vista come «un lusso» che in tanti non possono permettersi, anche se, in attesa delle agevolazioni governative per favorirne l’acquisto (il 27 maggio si saprà qualcosa a tal proposito), l’investimento iniziale si potrebbe ammortizzare in breve tempo grazie al costo esiguo del carburante.

Già, ma dove si possono ricaricare i veicoli elettrici?

Qualcuno parla di svolta epocale con l’introduzione dei mezzi di trasporto a zero emissioni, però finché non ci saranno «fonti di ricarica» ben distribuite e, soprattutto, accessibili sul territorio italiano, il progetto non sarà perfezionato. Proprio per risolvere questo ostacolo, ad esempio, il governo francese si è dimostrato lungimirante imponendo, strategicamente, una legge che preveda l’utilizzo di un unico network di ricarica per queste auto. Sembra che per fine anno un decreto legge imporrà l’interoperabilità totale fra tutti i gestori dando vita ad un’associazione di operatori di energia. Anche per i pagamenti, una piattaforma di scambio dati tra operatori renderà unica la gestione degli utenti delle 9.400 colonnine elettriche, attualmente distribuite in Francia. Secondo una previsione, facilitando la fruizione del servizio da parte dei cittadini, si ritiene che, entro il 2020, in Francia saranno operativi ben 40mila punti di ricarica. In Italia, lungo le strade, sono state installate delle colonnine gestite dai differenti operatori: Enel, Eni e via dicendo. I distributori di energia elettrica, in Italia, hanno iniziato a distribuire le colonnine di ricarica e, grazie all’implementazione con sistemi di riconoscimento personale, si automatizza l’eventuale addebito o fatturazione dell’energia elettrica erogata per caricare i veicoli. E’ necessario, a questo punto, disporre di tessere identificative diverse che consentano la ricarica solo a chi ha sottoscritto un abbonamento o la registrazione ad un database. Il sistema, però, appare complesso e ancora di difficile gestione.