Anche l’Italia ha finalmente deciso di aggiornarsi, facendo passi importanti sul fronte della mobilità elettrica per rispondere alle nuove esigenze e alle necessità di trovare delle alternative sostenibili anche per l’automotive, aumentate in parallelo alla pressante urgenza di salvaguardare l’ambiente.
Il Governo, infatti, sta per varare un piano di sostegno con contributi al di sopra di 5mila euro, proponendo una riduzione dell’Iva per l’acquisto dei veicoli e un abbattimento dei costi delle ricariche.
Gli italiani sono sempre stati titubanti: se qualcuno aveva considerato le auto elettriche come il futuro della mobilità, altri le avevano classificate al pari di un semplice esperimento tecnologico. Non c’è dubbio, invece, che questi nuovi veicoli vantino delle peculiarità che li rendono decisamente vantaggiosi, rispetto a quelli alimentati dai classici carburanti.
Molto silenziose e prive di vibrazioni, le auto elettriche sono dotate di batterie che possono essere ricaricate con energia pura, come quella elettrica, con un notevole risparmio rispetto ai carburanti tradizionali. In più, non hanno emissioni di CO2 o di altre sostanze nocive e, non meno importante, è la riduzione dei costi di manutenzione, a causa del loro particolare motore.
Non è tutto ora quello che luccica, ma con qualche sano intervento lo si potrebbe rendere davvero brillante. Ad oggi, infatti, sono poco diffusi e mal distribuiti i punti di ricarica dove poter sostare per ricaricare le batterie della vettura; senza trascurare i lunghi tempi di ricarica.
Insomma, è indubbio che occorra lavorare per annullare gli svantaggi e consentire uno sviluppo della mobilità a zero emissioni, collaborando con il Governo per rendere efficaci i prossimi interventi come la crescita dell’infrastruttura di ricarica, rendendo l’operazione più veloce e meno costosa possibile. La maggior parte delle stazioni di ricarica installate in Italia, oggi, sono gratuite proprio perché rappresentano un benefit per i clienti di attività commerciali o per i dipendenti di quelle aziende che mettono a disposizione la stazione in un parcheggio aziendale. Se si pensa che l’operazione di ricarica necessita di tempo, è forse il caso di valutare la creazione di e-station in strutture come hotel, alberghi, villaggi, campeggi, Bed & Breakfast, ristoranti. Tutti luoghi in cui si ricevono ospiti che, se proprietari di auto elettrica, si troveranno probabilmente distanti da casa e avranno bisogno di ricaricare il veicolo elettrico, magari parzialmente durante un pranzo o una cena, oppure quotidianamente durante il soggiorno in vacanza.
Ma a quali costi per chi fornisce ricariche ai propri clienti?
Nel caso delle strutture ricettive, l’autonomia raggiunta dall’auto elettrica deve essere pienamente in grado di coprire gli spostamenti quotidiani dei turisti che, probabilmente, faranno ogni notte ricariche parziali perché difficilmente arriveranno, ogni giorno, a consumare tutta la batteria facendo, cioè, i 150 km di carica (per cui è ragionevole attendersi un costo giornaliero per auto elettrica pari a circa €2,00).
I clienti di ristoranti lasceranno le loro auto in ricarica per il tempo necessario per il consumo di una cena o di un pranzo: una ricarica di 2 ore a 3,7 kW consente di ricaricare circa 50 km con un costo di energia elettrica per il ristorante pari a circa €1,5 .
Certo è che il costo di una ricarica incide davvero minimamente sul bilancio di un’attività che potrà, oltretutto, beneficiare dei vantaggi conquistati con la messa a disposizione dei clienti della fornitura del servizio. Ecco perché andrebbe offerto ad un prezzo equo, sperando che, tra le priorità del piano ambizioso del Governo, ci sia anche quello di coinvolgere i principali distributori di energia elettrica, per «competere sul prezzo» e non fare cartello.
Insomma, potrebbero essere davvero tante le soluzioni che andrebbero a favorire l’automotive ecosostenibile: il genio dell’uomo deve solo mettersi a suo servizio.